Museo
del Teatro
Scenografia
e Costume
Via
Berni,25
52011
Bibbiena
tel 0575/595486
Orario
di apertura
giovedì
- venerdì - sabato
10.00
- 12.00 / 15.30 - 18.30
domenica
10.00 - 12.00
Bibbiena è da
tempo sinonimo di teatro, scenografia e costume, vuoi per i suoi illustri
cittadini, come il Cardinale Dovizi e gli architetti Galli che per primi sono
stati legati alla loro città d’origine, vuoi per l’attività culturale che
questa cittadina sta sviluppando in tale settore.
Se il Cardinal
Bibbiena fu il primo a trasferire la commedia in prosa ed i Galli Bibiena furono
gli scenografi più importanti delle corti europee del XVIII secolo modificando
la prospettiva scenica e costruendo teatri importantissimi, Bibbiena, con la
cittadinanza onoraria al maestro Pier Luigi Pizzi nel’93, il recupero del
teatro Dovizi alla maniera dei Bibiena nel ’97 da parte dell’arch. Massimo
Gasparon e la produzione dell’opera barocca nata per i teatri di corte,
diventa il centro più importante dove discutere e approfondire tutto quanto
riguarda il teatro, la scenografia ed il costume. Con l’intento quindi di
creare uno spazio dove raccogliere e soprattutto non disperdere questo prezioso
materiale, Bibbiena diventa anche il punto dove affluiscono donazioni di
disegni, bozzetti, schizzi dei più grandi artisti/scenografi: da Aulenti a
Pomodoro, da Gambaro a Canzonieri ma soprattutto dal suo fautore Pier Luigi
Pizzi.
Dopo circa tre
anni di raccolta, nasce nel 2005 il “Museo del Teatro, Scenografia e Costume”.
Il Museo prevede un percorso
che si articola in 7 sezioni ognuna delle quali affronta un periodo diverso che
ripercorre la storia del teatro dalle sue origini ai tempi moderni.
Si inizia con la nascita del
teatro in Grecia, intorno alla metà del VI secolo a.c. epoca in cui abbiamo il
primo concorso per autori di tragedie. In questa fase il teatro è intimamente
legato al fatto religioso: a Dionisio, dio del vino, dell’emozione e
dell’espressione…
Si passa al teatro romano del
V secolo con la nascita e lo sviluppo del genere della commedia farsesca … per
poi giungere … all’esame
dell’opera monumentale di Vitruvio il “De Architectura” in cui l’autore
pone al centro della sua dissertazione la figura dell’architetto e di tutte le
conoscenze che deve possedere;
… un passo avanti e si
arriva al periodo umanista: primo fra tutti Leon Battista Alberti .È il momento
in cui il teatro sviluppa le sue tre forme tipiche: il dramma pastorale, la
commedia umanistica e la tragedia.
Ed ecco poi il Rinascimento
con l’importante figura del Cardinal Dovizi e la sua “Calandria”, commedia
in volgare che, visto il successo, valicò le Alpi e fu portata in Francia;
… un’altra sezione è
dedicata all’operato di Andrea Palladio e ad altri trattatisti rinascimentali
Baldassare Peruzzi, Sebastiano Serlio e le loro ricostruzioni del teatro antico;
… il percorso continua con
il teatro barocco, in cui si sviluppa il genere del melodramma; personaggi di
primo piano sono gli scenografi: Niccolò Sabbatini, Giacomo Torelli, Gaspare
Vigarani e i Galli Bibiena; la nascita del teatro d’opera a Venezia e la
formazionedella prima vera scuola di scenografi teatrali barocchi;
Si conclude il percorso con
una visione di insieme delle tendenze scenografiche del XVIII, XIX e XX secolo.
È in questa sezione che hanno trovato sede le importanti donazioni degli
scenografi contemporanei.
Il Museo inoltre è arricchito
da fedelissime ricostruzioni di teatri, quale ad esempio l’Olimpico di
Vicenza, inoltre sono presenti preziosi costumi di sartoria, indossati dalle più
grandi cantanti di opera che hanno calcato i palcoscenici più famosi del mondo,
ecco pertanto pregiati tessuti, imponenti parrucche, preziosi accessori.
Completa il Museo, l’adiacente Centro Studi con una banca dati informatizzata, atta alla catalogazione di disegni e bozzetti, di partiture di opere inedite che vengono prodotte in prima assoluta direttamente nel piccolo teatro Dovizi di Bibbiena.