"La Griselda": la
locandina il
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IL PROGETTO
Operaperta nasce da un forte desiderio di valorizzare e promuovere quella particolare realtà che caratterizza più di 1000 Comuni in Italia: il piccolo teatro.
Molti
sono i piccoli teatri disseminati nella nostra penisola e nonostante le
diversità storiche e architettoniche, sono accomunati dalle difficoltà
economiche della quotidiana sopravvivenza.
Operaperta si prefigge di valorizzare e promuovere un programma di grande interesse culturale, il progetto lirico sperimentale.
Fino ad oggi ad esclusivo uso dei grandi teatri la produzione operistica approda al piccolo teatro. E questa è la sfida che il Comune di Bibbiena ha lanciato a livello nazionale: produrre opere per piccoli teatri.
L’opera lirica, la sala teatrale, la musica e le scenografie, i costumi: questi sono gli elementi principali che nel periodo Barocco hanno prodotto gli spettacoli più fantasiosi e stupefacenti che si siano mai allestiti.
Il teatro d’opera è riuscito a suscitare quella “maraviglia” come nessun altro tipo di rappresentazione, in un epoca che non voleva altro che essere stupita.
Se dunque Bibbiena può vantare di essere luogo di origine della più autorevole famiglia di scenografi vissuti fra il Seicento e il Settecento, i Galli, con il progetto OPERAPERTA viene riproposto quel binomio aureo fra opera e scenografia vissuto nel periodo Barocco.
Da anni il Comune di Bibbiena ha nella ricerca e lo sviluppo dell’arte scenica e dell’attività teatrale. Un passo significativo è avvenuto con il conferimento della cittadinanza onoraria a Pier Luigi Pizzi e con l’istituzione della Fondazione Accademia Galli Bibbiena.
La riapertura del Teatro Dovizi nel 1997, restaurato e riprogettato alla maniera barocca nello stile dei Galli Bibiena dall’architetto Massimo Gasparon, ha segnato un momento decisivo di questo progetto.
Da quella data Bibbiena considerando “il piccolo teatro” come momento qualificante, di valorizzazione e di confronto fra le diverse forme di espressione culturali, ha cercato di dare nuovi impulsi ad una tipologia di teatro dimenticato.
Il piccolo teatro
acquista una rinnovata funzione, superando le angustie di mero contenitore e di
frequenti periodi di inattività, dando vita a nuovi impulsi creativi e
proponendosi quale luogo privilegiato per la creazione di cartelloni specifici
ed innovativi, per lo studio, per la ricerca, il perfezionamento ed il
conseguente avviamento alla carriera di giovani artisti.
Ed il
periodo Barocco diventa il
luogo privilegiato di storici, fertilissimi ed illustri crocevia di interscambi
attraverso confronti musicali fra le culture europee. I repertori d’opera
secenteschi e settecenteschi offrono inoltre, per la loro dichiarata mobilità ed
internazionalità, un nutrito terreno d’indagine sulle “variate” possibilità di realizzazione musicale e scenica.
Accanto alla definizione e canonizzazione dell’aria d’opera (che permetteva ai divini musici e alle divine cantanti di esibirsi in acrobazie vocali funamboliche, spesso portando al parossismo il pubblico), l’altro elemento fondamentale di fascinazione per quel pubblico erano le scenografie. Lo splendore architettonico costruito o reso illusoriamente reale da scenografi di genio era l’unico aspetto in grado di gareggiare con le varie arie d’opera nella ricerca della meraviglia.
Ferdinando Galli
Bibiena, fra tutti, fu il primo vero maestro di questo tipo speciale di teatro
poiché con l’introduzione della prospettiva ad angolo, o a fuochi multipli
riuscì ad ottenere la massima concentrazione visiva sul cantante. Il beniamino
del pubblico si esibiva in proscenio, al centro del boccascena e le scenografie
progettate da Bibiena lo rendevano il protagonista di una visione fantastica,
illusionistica: una specie di sogno che diventava per il pubblico la sola realtà
possibile.
Arie
d’opera e scenografie costituiscono dunque un binomio che alimenta quasi due
secoli di musica e teatro.
Ne parla un grande scenografo contemporaneo come Pier Luigi Pizzi:
“La scenografia è un elemento base nella
struttura teatrale del Settecento. Molta parte dell’esito di uno spettacolo è
affidato al virtuosismo dello scenografo, alle sue capacità di stupire al di là
di un codice preciso quanto schematico per cui i “luoghi” del dramma dell’opera
o del balletto sono sempre gli stessi e sono
intercambiabili come le arie e gli “affetti”. Nella necessità di sorprendere e
sbalordire ogni volta di più lo spettatore, lo scenografo barocco spinge la
propria fantasia e il proprio virtuosismo oltre ogni limite: macchine, inganni
prospettici, trompe-l’oeil, mutazioni a vista capaci di assicurare alla
rappresentazione una dinamica vitalità a dispetto di una inesistente
drammaturgia”.
C’è tutto il repertorio della meraviglia scenica nelle parole di Pizzi, così come non è difficile immaginare una corrispondenza nel repertorio di virtuosismi dei cantanti d’Opera.
Il Comune di Bibbiena da anni ha scelto la scenografia e la famiglia
Galli (architetti e scenografi
protagonisti della cultura teatrale del XVII° e XVIII° secolo) come tema
portante della sua politica .
Nel 1992 il Comune di
Bibbiena , in collaborazione con il Museo Nazionale di Arte Antica di Lisbona,
la Regione Toscana e con il patrocinio del Ministero per gli affari esteri e il
Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ha organizzato La mostra “Meravigliose Scene Piacevoli Inganni –
Galli Bibiena”
Dal Museo di Arte Antica di Lisbona che aveva allestito una esposizione
di bozzetti originali dei
“Bibiena”, dopo una prestigiosa tournèe presso i principali musei nordamericani,
la mostra è giunta a Bibbiena per il suo viaggio in
Italia.
Proseguendo tale percorso
nel 1995 un convegno internazionale “I Galli Bibiena” una dinastia di architetti
e scenografi” che vede la pubblicazione degli atti e successivamente la ristampa anastatica del primo e
secondo tomo di Ferdinando Galli “direzioni a giovani studenti ...” e “Direzioni
della prospettiva teorica…”
Nel 1997, dopo un accurato recupero architettonico, finanziato anche
dall’Unione Europea, è stato riaperto il Teatro Dovizi con un programma che ha visto la
realizzazione dell’opera di Claudio Monteverdi “Il combattimento di Tancredi e Clorinda”
con la partecipazione dei danzatori Carla Fracci e Gheorghe Iancu e del soprano Anna Caterina Antonacci, con la
regia di Pier Luigi Pizzi, la direzione musicale
di Sandro Volta, le scenografie di Massimo Gasparon.
Da allora il Comune di Bibbiena in collaborazione con la fondazione
Accademia Galli Bibiena, si è proposto come capofila per la produzione lirica
per i piccoli teatri, attraverso un complesso progetto di
formazione/produzione.
Nel gennaio 1998 il progetto ha visto la realizzazione e l’organizzazione
di un corso di formazione professionale per “Assistente all’allestimento
teatrale”, finanziato dalla Provincia di Arezzo nell’ambito del F.S.E., che si è
concluso con la produzione
dell’opera lirica "La Dori ò vero la
Schiava Fedele" dramma musicale di Antonio Cesti, con la direzione di Sandro
Volta e la regia, scene e costumi di Massimo Gasparon, rappresentata al Teatro
Dovizi nel gennaio ’99.
Successivamente (1999-2000) è stato realizzato il corso “Teatro-lavoro-
le professioni per la compagnia di giro”, finanziato dal Ministero del
Lavoro, che ha portato alla
produzione di due opere, "La Bella Galatea", opera comico-mitologica di Franz
Von Suppè, traduzione ritmica di Gianpiero Taverna e regia di Angelo Savelli
rappresentata al Teatro Dovizi, e il "Tamerlano" di Haendel, con la direzione di
Sandro Volta.
NEL 2002… LA
GRISELDA
Nel maggio 2002 con la rappresentazione de “La Griselda” di Antonio Vivaldi, libretto originale di Apostolo Zeno riadattato da Carlo Goldoni, Bibbiena promuove il ritorno dell’opera barocca nei piccoli teatri, per riassaporare sensazioni note al pubblico del Settecento.
Per questo sono stati scelti due teatri che possono ricreare al meglio le condizioni di una rappresentazione di quel periodo: il Teatro Dovizi di Bibbiena, costruito nel 1842, ma ricostruito recentemente da Massimo Gasparon con un intervento ispirato al carattere che contraddistingue le opere architettoniche e scenografiche dei Galli Bibiena; e il Teatro Cesare Caporali, uno dei più piccoli teatri storici dell’Umbria, edificato nel 1786.
Insieme al Comune di Panicale, Bibbiena ha proposto un progetto per lo sviluppo di nuove forme di produzione nei teatri minori. Ecco allora questa “Griselda”, simbolo del teatro barocco, considerato momento ideale di ricerca nella più tipica tradizione italiana. Il teatro, grazie alla fantasia delle opere di quel periodo, raggiunse un grado di popolarità inedito. La spettacolarità di quelle rappresentazioni, con la meraviglia suscitata da cantanti e scenografie, catturarono il pubblico di tutta Europa; senza distinzioni fra gli aristocratici ed i rappresentanti dei ceti più popolari.
La scelta de “La Griselda” ha permesso di rivivere i fasti dell’opera
barocca in una delle espressioni più alte. In questo lavoro si trovano uniti due
giganti dell’arte italiana del Settecento come Vivaldi e Goldoni e in questa
occasione “La Griselda” viene rappresentata in
prima nazionale moderna in forma scenica; un modo per scoprire un capolavoro del
“Prete Rosso”, celebrato per la musica strumentale, ma ancora poco conosciuto
per la sua vastissima produzione operistica.
Il notevole successo delle sei rappresentazioni dell’ opera “La
Griselda”, con pubblico entusiasta e ben superiore alla disponibilità dei posti,
nonostante il gravoso impegno sostenuto dai due Comuni, ha rafforzato la
convinzione che musica e scenografia costituiscano un binomio più che vincente
al punto tale che il progetto “Operaperta” è diventato ancora più
ambizioso.
Il 2003 vedrà la realizzazione di due produzioni di opere liriche
opportunamente allestite e concertate per dare allo spazio scenico dei piccoli
teatri la massima valorizzazione ed allo stesso tempo proporre due opere liriche
in prima mondiale, che verranno documentate con l’apposita ripresa visiva
digitale e incisione discografica. Ciò evidenzia l’altissima qualità e
specificità di questo progetto, concentrando la diffusione e la promozione di un
patrimonio culturale tuttora obliato.
Con l’intento di valorizzare quel mondo di “maraviglia” che è quello
dello scenografia, sarà inaugurato nel prossimo autunno l’unico, a livello
nazionale, Museo e Centro Studi sulla
Scenografia.
Grazie all’interessamento ed alla collaborazione del Maestro Pier Luigi
Pizzi sarà costituito:
a) un
museo permanente con le scenografie
e bozzetti originali “dagli
architetti Galli Bibiena agli scenografi contemporanei”;
b) un
centro studi dove poter approfondire specifiche tematiche attraverso:
·
una banca dati sulla
scenografia, dagli architetti Galli Bibiena agli scenografi contemporanei,.
· una banca dati sugli allestimenti delle opere liriche. Raccolta della documentazione tecnica e visiva dei vari allestimenti operistici dei teatri italiani. Il Centro come punto di riferimento anche per chiunque intenda mettere in scena un'opera, riutilizzando gli allestimenti disponibili, nell'ottica di favorire un più diffusa produzione di repertorio dell'opera lirica per i piccoli teatri. In questo ambito è anche prevista una raccolta di tutti i programmi di sala delle opere realizzate.