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Museo Archeologico

di Partina -Ar-

 

All’interno del museo sono esposti reperti archeologici del periodo Preistorico- Etrusco- Romano

 

 

ARCHEOLOGIA IN CASENTINO: DALLA PREISTORIA AL PERIODO ROMANO

Nella mostra viene analizzata la presenza umana nella valle attraverso la presentazione di ricerche di superficie e scavi archeologici, condotti negli ultimi venti anni, che hanno rilevato una fitta presenza di antichi insediamenti su tutta la vallata.

Il Casentino era già frequentato da cacciatori preistorici che lasciarono sui terrazzamenti fluviali di fondovalle tracce di numerose stazioni litiche, e numerosi strumenti di caccia, come punte, cuspidi e asce, da circa 100.000 anni fa (dal Paleolitico medio all’ Eneolitico – Neolitico).

La presenza umana si fa però più evidente durante le fasi del Ferro: tra i più recenti rinvenimenti vine illustrata la presenza di un insediamento di capanne del VI sec. a.C. nei rilievi del Comune di Castel San Niccolò, e di un complesso abitato etrusco, frequentato dal l’ VIII al III sec. a.C., nel Comune di Pratovecchio.

Questi rendono ragione di una presenza sul territorio di potenti famiglie, che lasciarono tracce della loro potenza anche in tombe a tumolo e nella protezione offerta a santuari locali come il santuario di Pieve a Socana nel Comune di Castel Focognano, dove sono state scoperte tracce di un tempio databile dal V al II sec. a.C:.

Offerente.jpg (8789 byte)In questo periodo la valle fu probabilmente uno dei tracciati di comunicazione tra l’ Etruria interna e gli empori adriatici. Testimonianza eccezionale dei passaggi di militari, pastori e commercianti che varcarono l’ Appennino è la ricca stipe votiva rinvenuta sul Falterona, dove nel secolo scorso furono rinvenuti oltre seicento bronzetti votivi e migliaia di armi e monete, lasciate in dono nelle sponde di un piccolo lago della Ciliegeta o "Lago degli Idoli", come fu poi denominato, alle sorgenti dell’ Arno.

Sul termine del III e II secolo a.c., ma soprattutto durante il periodo imperiale romano, notevole si fa infine la presenza di insediamenti agricoli, e di numerose ville rustiche, talvolta con imponenti impianti termali, come nel caso di Domo, rinvenuto nei pressi di Bibbiena. La maggior parte di tali insediamenti sorge lungo antichi percorsi viari, riutilizzati anche nel medioevo, lungo i quali ritroviamo anche le pievi alto-medievali.

I recenti scavi hanno dimostrato infatti come su antichi insediamenti etruschi e romani sorsero le prime pievi battesimali, i cui resti rimangono celati sotto gli imponenti edifici romanici dell’ XI e XII secolo, che fanno parte insieme ai molti resti degli antichi castelli, alcuni ancor oggi ben visibili, ed ai molti monasteri ancora presenti, di quel patrimonio archeologico di cui il Casentino è particolarmente ricco.

 

 

 

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